per le persone che soffrono o vogliono prevenire le malattie cardiovascolari
sabato 6 maggio 2023
PREMIAZIONE CON IL TITOLO FELLOW MELVIN JOHNES DAL LIONS CLUB FAENZA VALLI FAENTINE
mercoledì 28 settembre 2022
EVENTI DI PREVENZIONE CONTRO L` ICTUS CARDIOEMBOLICO-IL PROGETTO DEL LIONS CLUB FVF ALLA CITTADINANZA
Il nostro servizio alla nosta collettivita continua
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PROSSIMA SEDUTA DI PREVENZIONE CONTRO L` ICTUS CARDIOEMBOLICO
C/O PARROCCHIA SANTA MARIA MADDALENA A FAENZA (RA) IL 24/03/2023 DALLE ORE 17.00 FINO ALLE ORE 19.00.
Vi aspettiamo numerosi !
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PROSSIMO INCONTRO DI PREVENZIONE CONTRO L` ICTUS CARDIOEMBOLICO IL 21/04/2023 A BRISIGHELLA.
Colgo l` occasione per ringraziare il Comune di Brisighella per il patrocinio dell` evento e la disponibilita e soprattutto al sig.ra Valeria Benini per la diligenza nell` organizzare la sala ed in generale l` evento.
Vi aspettiamo numerosi !
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CARISSIMI AMICI
VOLEVO ANNUNCIARVI, CON DISPIACERE, CHE A CAUSA DELLE CONDIZIONI CLIMATICHE AVVERSE IL PROGRAMMATO INCONTRO DI PREVENZIONE CONTRO L` ICTUS CARDIOEMBOLICO,A CASTEL BOLOGNESE DEL 17/5/2023 SARA POSTICIPATO A DATA DA DEFINIRE.
IN QUESTE CIRCOSTANZE DIFFICILI E MOLTO IMPORTANTE L' ASSISTENZA DI QUELLI CHE SI TROVANO IN STATO DI DISAGGIO PER VIA DELLE INONDAZIONI SIA A FAENZA CHE NEI DINTORNI.
EVITARE A SPOSTARSI QUANDO NON C' E NECESSITA.
LA PROSSIMA DATA SARA COMUNICATA IN TEMPO
AUGURO ALLA NOSTRA COLLETTIVITA UNA RAPIDA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI E L' ALLONTANAMENTO DELL' EMERGENZA.
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PROSSIMO APPUNTAMENTO DI PREVENZIONE CONTRO L' ICTUS CARDIOEMBOLICO A CASOLA VALSENIO.
IL 22/ 11/2024 c/o la FARMACIA DEL DOTT. AGNETTI LUCA DALLA ORE 16.30 ALLE ORE 18.30 SARA EFFETTUATA UNA SEDUTA DI PREVENZIONE.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
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PROSSIMO APPUNTAMENTO DI PREVENZIONE CONTRO L' ICTUS CARDIOEMBOLICO A LUGO DI ROMAGNA.
IL 31/01/2025 c/o IL RISTORANTE ALA D' ORO DALLA ORE 17.00 ALLE ORE 19,30 SARA EFFETTUATO UN INCONTRO DI PREVENZIONE.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI 💟💟💟
Seguirà l' Intermeeting dei due Lions Club di Lugo e di quello di Faenza Valli Faentine c/o il Ristorante Ala D' Oro dalle ore 20.00 in poi.
COMUNICAZIONE nelle testate giornalistiche locali:
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PROSSIMO APPUNTAMENTO DI PREVENZIONE CONTRO L' ICTUS CARDIOEMBOLICO A MODIGLIANA.
IL 14/03/2024 c/o la FARMACIA DELLA DOTT.ssa MUINI a MODIGLIANA DALLA ORE 17.00 ALLE ORE 19.00 SARA EFFETTUATA UNA SEDUTA DI PREVENZIONE CONTRO L' ICTUS CARDIOEMBOLICO CEREBRALE.
DALLE 20.00 IN POI C/O SALA BERNABEI DEL COMUNE DI MODIGLIANA SARA TENUTA UNA PRESENTAZIONE DEL SERVICE DAL DOTT. A. ANTONOPOULOS CON MOLTI DATI SIA DALLA COMUNITA INTERNAZIONALE RIGUARDO L' ICTUS CHE DAI NOSTRI DATI RACCOLTI GRADUALMENTE DAI NOSTRI SERVICE GRATUITI.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
Evento riportato anche da FORLI TODAY: visita il link https://www.forlitoday.it/cronaca/prevenzione-all-ictus-test-diagnostico-e-conferenza-pubblica-a-modigliana-con-il-dottor-antonopoulos.html
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PROSSIMO APPUNTAMENTO DI PREVENZIONE CONTRO L' ICTUS CARDIOEMBOLICO A BAGNACAVALLO (RA).
IL 11/04/2025 c/o L' AGRITURISMO PALAZZO BANDINI a BAGNACAVALLO (RA) DALLA ORE 17.30 ALLE ORE 19.30 SARA EFFETTUATA UNA SEDUTA DI PREVENZIONE CONTRO L' ICTUS CARDIOEMBOLICO CEREBRALE.
DALLE 20.00 IN POI SARA EFFETTUATO L' INTERMEETING TRA I LIONS CLUB DI BAGNACAVALLO E FAENZA VALLI FAENTINE CON UNA PRESENTAZIONE DEL SERVICE DAL DOTT. A. ANTONOPOULOS
CON MOLTI DATI SIA DALLA COMUNITA INTERNAZIONALE RIGUARDO L' ICTUS CHE
DAI NOSTRI DATI RACCOLTI GRADUALMENTE DAI NOSTRI SERVICE GRATUITI.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI
INIZIEREMO LO SCREENING ALLE ORE 17.00 FINO ALLE ORE 19.00 C/O IL CENTRO SERVIZI IN P.ZZA 25 APRILE A TREDOZIO.
LO SCREENING E INDIRIZZATO A PERSONE SOPRA IL 60 ANNI SECONDO LE LINEE GUIDA DELLA SOCIETA EUROPEA DI CARDIOLOGIA.
IN SEGUITO CI SARA UNA PRESENTAZIONE CON DIAPOSITIVE RIGUARDO LO SCOPO DI QUESTO TIPO DI PREVENZIONE C/O LA STESSA SEDE.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI.
LO SCREENING E INDIRIZZATO A PERSONE SOPRA IL 60 ANNI SECONDO LE LINEE GUIDA DELLA SOCIETA EUROPEA DI CARDIOLOGIA.
PREVENZIONE CONTRO L’ ICTUS CARDIOEMBOLICO CEREBRALE. BRISIGHELLA 2025.
L’ ictus è una lesione del cervello causata dall’interruzione del flusso di sangue per ostruzione o rottura di un’arteria, con conseguente morte di cellule nervose. Ogni anno in Italia si verificano 200mila casi di ictus. L’ictus può colpire improvvisamente, spesso senza preavviso e senza dolore. E più frequente dopo i 55 anni ma può colpire, sia pure in misura minore, anche soggetti più giovani. Però nel 75% dei casi si verifica nelle persone con più di 65 anni.
Una delle cause principali per lo sviluppo di tale patologia è un aritmia cardiaca: la fibrillazione atriale. Essa rimane altamente cardioemboligena e comporta un aumento del rischio di ictus 5 volte superiore rispetto alla popolazione generale.
Quindi, è molto importante sottolineare che una diagnosi precoce della fibrillazione atriale ed il
conseguente trattamento tempestivo possono ridurre il rischio di ictus fino a 66%.
Il LIONS CLUB DI FAENZA VALLI FAENTINE già dal 2018 hanno intrapreso un iniziativa di prevenzione “Previeni l’ ictus, ascolta il tuo cuore”. Il team guidato dal Dott. A. Antonopoulos, gιà Dirigente Medico Cardiologo dell’ Ospedale di Faenza, effettuano screening gratuito per la prevenzione dell’ ICTUS e il riconoscimento precoce della fibrillazione atriale silente. L’ iniziativa è rivolta principalmente ai pazienti sopra i 65 anni che vorrebbero un check-up gratuito di prevenzione.
In questo contesto è stato programmato un incontro di prevenzione c/o la sala Cicognani di Brisighella il 19/12/2025 con screening gratuito e obiettivo di poter consapevolizzare i nostri concittadini in merito a questa aritmia e quindi di prevenire l’ ictus cardio-embolico.
In caso di riconoscimento di tale artimia si consiglia di ricorrere al loro medico per l’ assistenza e cura. Ergo, rimanere proattivi e utilizzare anche risorse semplici per donare aiuto e migliorare la nostra vita e quella della nostra collettività potenzia la solidarietà e consolida la collaborazione per costruire una società sana e ottimista.
VI ASPETTIAMO NUMEROSI.
sabato 22 gennaio 2022
La sindrome long Covid e il cuore: relazione e sintomi.
Long Covid è una dicitura la quale descrive gli effetti del COVID 19 i quali continuano a persistere anche dopo settimane o mesi dopo l’ infezione iniziale. Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) definisce come Long COVID la patologia la quale persiste dopo 12 settimane anche se in una grande % dei pazienti tale sintomatologia dura per più di 8 settimane. L’ OMS definisce questa condizione clinica: “La condizione clinica Post Covid-19 si riscontra in individui con una storia di probabile o confermata infezione di SARS CoV-2, solitamente 3 mesi dopo l’ infezione iniziale con sintomi che durano almeno 2 mesi e non possono essere interpretati da una diagnosi alternativa. Imperial College London, basato su uno studio di 500000 pazienti al Regno Unito ha registrato 2 categorie di sintomi: un piccolo gruppo di paziente con problemi respiratori come tosse e /o dispnea i quali molto verosimilmente avevano avuto inizialmente una malattia COVID severa , e una il gruppo molto più grande, nei quali i sintomi erano il facile affaticamento le palpitazioni e dolori toracici, ipotensione. Da questo studio è evidente che molti di questi sintomi hanno un origine cardiaca e vanno ulterioriomente approfonditi. Inoltre da diversi studi scientifici emergono indizi che questi pazienti presentano anche alterazioni del sistema nervoso autonomo (SNA). D’ altro canto, è ben noto che il SNA gioca un ruolo cruciale nelle genesi delle aritmie. Inoltre altera la risposta dell’ endotelio (la membrana che avvolge internamente i vasi sanguigni) con risultato la facile variabilità (instabilità) dei valori pressori specie in posizione eretta. Quali sono i sintomi della sindrome Long COVID? • Affaticamento 79% • respiro corto 54% • difficoltà di addormentamento 31% • insonnia 42% • palpitazioni 68% • dolori toracici 64% • dolori alle articolazioni e i muscoli 55% • piu raramente persistenza di tosse e • perdita del gusto e dell’ olfatto 5% Dall’ analisi dei dati della bibliografia internazionale, pare comunque che la comparsa della sindrome Long COVID dipende dalla gravità della malattia nella fase acuta e cioè se la malattia acuta era severa tanto maggiore è la probabilità della comparsa della sindrome Long COVID. Inoltre un altra importante osservazione è che la sindrome Long COVID coinvolge molti organi e apparati. Si conferma che il sistema respiratorio e quello cardiovascolare siano i sistemi principali più sofferenti. Infatti da altri studi eseguiti mediante l’ uso della risonanza magnetica cardiaca (studio tedesco), hanno messo in evidenza che la presenza dell’ infiammazione al livello cardiaco era molto frequente (situazione più frequente dopo il recupero dalla fase acuta di COVID-19) nel 79% dei casi indipendentemente dalla preesistente condizione clinica dei pazienti. Inoltre da un altro studio e l’ analisi multivariata di vari parametri, il sesso femminile, l’ infezione severa durante la fase acuta e la disfunzione endoteliale sono stati fattori indipendenti per la comparsa della sindrome Long COVID. D’ altra parte da diversi studi scientifici è stato messo in evidenza la frequente alterazione del sistema nervoso autonomo (SNA). Quindi i sintomi più frequentemente correlati con questa alterazione, riguardano la pressione arteriosa (ipotensione ortostatica 40%), l’ alterazione della variabilità della frequenza cardiaca e la sensitività barorecettoriale. Dai dati summenzionati si rende evidente che il coinvolgimento del sistema cardiocircolatorio è prominente. Di conseguenza si rende necessario intervenire tempestivamente per contribuire al miglioramento della nostra qualità di vita, in questo periodo difficile che attraversa il nostro paese. ESAMI UTILI: elettrocardiogramma, test da sforzo, ecocardiodoppler completo, test per la valutazione del sistema nervoso autonomo.
Per approfondire potete leggere anche questo articolo :sindrome post-COVID e cuore
domenica 6 giugno 2021
Calciatori ex professionisti più a rischio demenza e mortalità per patologie neurodegenerative. Colpa dei tanti “colpi di testa” !
L’attività fisica e lo sport hanno positive ricadute sulla salute
cardio-metabolica, sulla prevenzione della demenza e sul rallentamento
del declino cognitivo.
Negli ultimi anni tuttavia, sono andate aumentando le evidenze di un
aumentato rischio sul versante cognitivo e neuropsichiatrico per gli
atleti degli sport di contatto; perché i ripetuti traumi cerebrali ai
quali sono esposti, aumenterebbero il rischio di patologie
neurodegenerative e di encefalopatia traumatica cronica (CTE). Ad
aumentare il rischio neurologico non sarebbero tuttavia di colpi forti,
quelli responsabili di concussioni sintomatiche, ma il ‘conto’ totale
dei ripetuti impatti ricevuti alla testa, compresi quelli
‘subconcussivi’ e asintomatici. Questi appaiono infatti correlati alla
presenza di marcatori di neuro-degenerazione in vivo e, più avanti nel
corso della vita, alla comparsa di disturbi neuropsichiatrici e
cognitivi.
Uno studio epidemiologico retrospettivo di Daniel F. Mackay e colleghi, appena pubblicato sul NEJM e condotto su un gruppo di 7.676 ex-calciatori professionisti scozzesi, getta nuova luce sulle conseguenze a lungo termine del giocare a calcio a livello professionistico. La coorte di sportivi è stata confrontata con controlli della popolazione generale in termini di cause di mortalità e utilizzo di farmaci anti-demenza. La mortalità da cause non neurologiche è risultata inferiore tra gli ex-giocatori professionisti, fatto questo che conferma la validità dello sport nella prevenzione cardiometabolica; tuttavia la mortalità da malattie neurodegerative è risultata superiore nel gruppo degli ex-sportivi professionisti, come anche l’uso di farmaci anti-demenza.
giovedì 27 maggio 2021
Nuova scoperta: la prima pubblicazione nelle bibliografia scientifica internazionale !
Continuo la mia ricerca clinica con obiettivo di scoprire nuovi indicatori clinici per prevenire o riconoscere precocemente la fibrillazione atriale.
Come molti di voi conoscono questa aritmia cardiaca è altamente cardioemboligena e quindi facilmente può creare degli ICTUS CEREBRALI con conseguenze devastanti per il paziente. Infatti i pazienti portatori di fibrillazione atriale sono ad alto rischio per un ICTUS CARDIOEMBOLICO.
Questa volta abbiamo scoperto un indicatore che si chiama blocco interatriale in un paziente portatore di sclerosi laterale amiotrofica. La nostra scoperta è già stata pubblicata sul International Journal of Clinical Cardiology.
La sorpresa è stata enorme alla nostra saputa dall' editore, che questa scoperta è la prima al livello mondiale sulla letteratura scientifica internazionale.
Quindi la motivazione aumenta sperando sempre di poter contribuire positivamente alla diagnosi precoce e la terapia del paziente.
Per prendere visione dell' articolo pubblicato cliccare sul link sottostante
martedì 13 aprile 2021
Ischemic stroke in a patient with interatrial block: Is it only a coincidence or a clear relationship?
giovedì 18 marzo 2021
Rimodulazione del Sistema Nervoso Autonomo. Una sfida per ritrovare il perduto equilibrio PNEI.
Il sistema nervoso autonomo riguarda tutta larete del Sistema Nervoso che impongono certi comportamenti involontari degli esseri superiori compreso l’ uomo. Esso è costituito da due branche il simpatico e il parasimpatico (o nervo vago).
In tempi moderni, ricchi di comodità ma anche di situazioni stressanti , spingono sempre di più ad una iperattivazione del sistema simpatico. Alla lunga però questa situazione, porta a conseguenze sul sistema cardiovascolare, sistema immunitario, apparato muscoloscheletrico e sul cervello. Di conseguenza la presenza di una serie di disturbi più o meno gravi, limitano la vita sociale, lavorativa , e la prestazione fisica. Tali disturbi se trascurati o non individuati precocemente come tali portano ad un continuo peggiormento dell’ equilibri del sistema fino alla comparsa di malattia. Le alterazioni del sistema nervoso autonomo (SNA) possono essere date da situazioni prolungate di stress psico sociale, scarsa attività fisica, alimentazione scorretta, alcol assunzione di farmaci, stile di vita incongruo, attività fisica eccessiva e non ultimo emozioni negative ecc. Inoltre il SNA è collegato col sistema endocrino e la secrezione ormonale. Quindi la trasmissione bilanciata di impulsi nervosi e la corretta stimolazione endocrina conduce ad un ottimo equilibrio neuro-endocrino e immunitario.
A questo punto la domanda che si pone è: Ma il sistema nervoso autonomo (SNA) è rimodulabile ? Molti studi scientifici eseguiti fino ad oggi hanno dimostrato che il SNA è rimodulabile. A tal proposito KIMEYA e Dr. Antonopoulos, specialista in Cardiologia, introducono un programma di RIMODULAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO mediante il semplice test da sforzo.
Da questo si riesce ad avere una valutazione dettagliata del sistema nervoso autonomo e il suo equilibrio. Quindi dal test da sforzo si possono estrapolare informazioni riguardo la funzione vasomotoria, la modulazione della pressione sanguigna, la variabilità della frequenza cardiaca e la respirazione. In parole semplici si possono ottenere indicazioni sulla potenza del SNA e sbilanciamento del sistema stesso cioè tra la branca del sistema simpatico e quella del parasimpatico. Per estensione per ogni modificazione del sistema parasimpatico si dovrebbe ottenere un controllo del sistema simpatico e viceversa. Tutto questo processo, ovviamente si estende a tutti gli organi da esso innervati. Inoltre Il sistema nervoso autonomo è influenzato da molteplici fattori e caratteristiche personali: il modo di vedere le cose, l’ approccio alla quotidianità ,reazione a situazioni sociali ma anche dal metabolismo, l’ attività fisica il lavoro muscolare e mentale. Ed è per questo che rimane importante misurare e capire su cosa migliorare, quale componente predomina e quale strategia utilizzare per pianificare un programma di miglioramentto complessivo.
LA RIMODULAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO si rivolge ai soggetti ansiosi e molto impegnati con lo stress quotidiano. Agli sportivi che vorrebbero ottimizzare le prestazioni.
Ai pazienti che vorrebbero ottenere riabilitazione cardiaca e vascolare ottimizzata in base alle necessità personali.
Ai soggetti con ipertensione arteriosa e reazioni infiammatorie anomale.
LO SCOPO DELLA RIMODULAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E’:
- PREVENIRE GLI EVENTI CARDIOVASCOLARI (ANGINA, INFARTO, ICTUS, ARITMIE CARDIACHE ECC)
- EQUILIBRARE LA COMPONENTE EMOTIVA E LO STRESS
- CONTROLLO DEL LAVORO MENTALE E INTELLETTIVO
- INTEGRARE LA COMUNICAZIONE NEURO-SPLACNICA E DEL METABOLISMO
- MIGLIORARE LA COMUNICAZIONE NEURO-ENDOCRINA ED IMMUNITARIA
I Fattori che entrano in gioco sono molteplici . Per questo l’importanza è misurare e capire su cosa agire ,cosa predomina e la strategia da utilizzare per innescare un percorso di miglioramento. In questo l’attività fisica diventa uno strumento importante che se utilizzata in maniera corretta e specifica ci fa raggiungere risultati favolosi.
Per prendere visione del progetto in diapositive cliccare sul link
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PRESTARE ATTENZIONE A NON SOSPENDERE FARMACI IPOTENSIVI COME ramipril, enalapril, fosinopril, perindropril e altri della stessa categoria...
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L` obiettivo la Prevenzione La Fibrillazione Atriale è un importante fattore di rischio e comporta un aumento del rischio di ICTUS d...

























