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venerdì 19 aprile 2019

NUOVI DATI SULL' IMPOPTANZA DI PREVENIRE LE APNEE NOTTURNE

Dai dati forniti dall' esame dei dispositivi impiantabili emergono informazioni importanti riguardo l' impatto negativo della presenza delle apnee notturne sull' apparato cardiovascolare. In sintesi vi presento alcune descritte sulle linee guida europee adottate peraltro anche dalla Società Italiana dell' Aritmologia e dell' ANMCO.

- L’apnea notturna è legata a molteplici conseguenze cardiovascolari:

- La Fibrillazione Atriale - L’Apnea Notturna è un predittore indipendente di nuovi episodi di FA e potrebbe essere un fattore scatenante lo sviluppo di FA, aumenta la probabilità di FA recidive dopo cardioversione (da 42% a 82%) che diminuiscono dopo terapia;
- La Morte Improvvisa - L’Apnea Notturna aumenta di 2-3 volte il rischio di TV/FV e di terapie appropriate dell’ICD e aumenta il rischio di morte cardiaca improvvisa notturna rispetto alle ore diurne (RR: 2.57);
- La Mortalità per Scompenso Cardiaco - La Mortalità per HF raddoppia e triplica il rischio di eventi fatali. Inoltre la sopravvivenza nei pazienti HF con Apnea Notturna Severa non trattata peggiora rispetto ai pazienti con nessuna o Lieve Apnea Notturna (76% Vs 88%);
- La Comorbidità nello Scompenso Cardiaco – L’OSA favorisce una progressione dello Scompenso ed una refrattarietà alla terapia. L’OSA, inoltre, raddoppia la morbilità per Scompenso.
Si parla di apnea notturna lieve per 5-15 eventi/ora, moderata per 15/30 eventi/ora e severa per >30 eventi/ora. Un evento di apnea è generalmente assunto come assenza di atto respiratorio per almeno 10s.
L’apnea notturna può essere diagnosticata tramite un poligrafo (numero eventi/ora) o tramite un polisonnigrafo (numero eventi/ora, tipologia delle apnee). Solo da pochi anni alcuni dispositivi impiantabili sono in grado di rilevare la patologia fornendo informazioni al clinico per un’adeguata terapia al paziente affetto da tale problematica; il monitoraggio remoto consente di avere queste informazioni in tempi estremamente rapidi!
Quindi vorrei sollecirarvi: NON MANCARE DI FARE UN CONTROLLO DAL VOSTRO CARDIOLOGO DEL VOSTRO DISPOSITIVO. Attualmente esistono anche dispositivi per il controllo non-invasivo delle apnee.

Bibliografia
- Wilkoff BL et al. HRA/EHRA expert consensus on the monitoring of Cardiovascular Implantable Electronic DeviceS (CIEDs). EUROPACE 2008;10:707-725.

- Ricci RP et al. Consensus Document sul monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili. 2012.

- Slotwiner D, Ricci RP et al. HRS Expert Consensus Statement on remote interrogation and monitoring for cardiovascular implantable electronic devices. Heart Rhythm 2015;12-7, e71-e93.



giovedì 27 dicembre 2018

SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE E FIBRILLAZIONE ATRIALE

LO SAPEVATE CHE LA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE E ASSOCIATA AD ARITMIE E MOLTE VOLTE POSSONO SVILUPPARE UN ICTUS? EBBENE SI E PROPRIO COSI. Come molti di voi sapete uno dei più comuni disturbi del sonno è la sindrome delle apnee notturne. Questa condizione si caratterizza per le frequenti interruzioni del sonno dovute all’ostruzione delle alte vie aeree: questa sisuazione determina riduzione della quantità di ossigeno nel sangue, aumento dell’anidride carbonica che non viene eliminata come dovrebbe, continui cambiamenti delle pressioni del torace,  il soggetto colpito respira male e va in apnea e può capitare che si svegli senza rendersene conto. Il sonno non è ristoratore e pregiudica la qualità di vita della persona. Queste condizioni, presenti nella maggior parte dei casi per anni, determinerebbero da una parte la dilatazione dell’atrio sinistro, dall’altra un’alterata attivazione del sistema nervoso favorendo l’insorgenza di fibrillazione atriale (leggi anche questo). 

Definizioni degli eventi durante OSAS
Inoltre ricordiamo che per lo più i pazienti OSAS sono pazienti obesi e diabetici e l’obesità a sua volta è associata allo sviluppo di aritmie». Da studi clinici inoltre è stato dimostrato che la presenza di OSAS aumenta di 2-4 volte il rischio di sviluppare FA e che i pazienti con FA presentano una elevata prevalenza di OSAS, compresa fra il 10% ed il 60%). Sebbene OSAS e FA condividano numerosi fattori di rischio, in particolari età avanzata, ipertensione, obesità, diabete mellito e cardiopatie strutturali, esiste anche una correlazione fisiopatologica sia elettrofisiologica che strutturale, fra le due patologie. Ricordo inoltre che la comparsa di fibrillazione atriale predispone ad ICTUS cerebrale che va assolutamente evitato. 

Le Alterazioni del riempimento diastolico del ventricolo sinistro rispetto ai soggetti normali.

Allo stesso tempo la sindrome delle apnee notturne causa alterazioni emodinamiche all’ interno del cuore. Queste contribuiscono alla disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, all’incremento della pressione di riempimento dell’atrio sinistro e della sua dilatazione tutti fattori che promuovono l’insorgenza di aritmia. Proprio il Ministero della Salute ha recentemente elaborato un documento sulla gestione della Sindrome delle apnee ostruttive del sonno e da poco approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. 

Diagnosticare la sindrome il prima possibile è dunque fondamentale. Il come ve lo spiegherò in un altro articolo a breve.

sabato 3 settembre 2016

APNEE NOTTURNE E ALCUNE NOVITA RECENTI....

CHE COS’È L'APNEA NEL SONNO?

L'apnea nel sonno è l'interruzione dell'attività respiratoria regolare di una persona quando dorme. Quando il fenomeno è frequente si sviluppa una sindrome detta SINDROME DELLE APNEE NEL SONNO che è una patologia caratterizzata da un insieme di sintomi e disturbi che sono provocati dalle ricorrenti interruzioni della respirazione durante il sonno. I disturbi provocati dalle apnee possono verificarsi durante il sonno (il soggetto si sveglia o comunque dorme male), al risveglio o durante il giorno (cefalea, sensazione di non aver riposato bene, sonnolenza diurna involontaria), e a lungo termine (sviluppo di ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, insufficienza respiratoria, disturbi metabolici, aumentata frequenza incidenti sul lavoro o della strada).

La suddetta sindrome inoltre si accompagna spesso con vari sintomi cardiovascolari e della funzione dei fattori della coagulazione  come:

Attivazione Orto-Simpatica (del Sistema Nervoso Simpatico)
Vascocostrizione
Tachicardia
Aumento catecolamine circolanti
Disfunzione Endoteliale
Aumentati livelli di Endotelina possono contribuire a sostenere la vasocostrizione periferica
Stress Ossidativo Vascolare
Produzione di radicali liberi per danno da ipossia-reossigenazione
Infiammazione
Aumento PCR
Aumentata attività protrombotica
Fattore VIIc, Fibrinogeno, attività piastrinica, viscosità ematica

La terapia principale in questi casi e l` applicazione di una maschera che copre naso e bocca durante le ore notturne che si chiama CPAP. In questo modo si evitano le frequenti desaturazioni dell` ossigeno nel sangue (diminuita concentrazione dell` O2 che aggrava la sonnolenza evitando anche le apnee). La domanda posta dai ricercatori nel passato era se questo trattamento potesse avere risultati favorevoli anche a carico dei sintomi cardiovascolari. 
Da un recente studio presentato all` ultimo congresso della Societa Europea di Cardiologia a Roma alcuni giorni fa (Agosto 2016) (clicca per approfondire) il suddetto intervento non riduce in alcun modo la sintomatologia cardiovascolare per cui i pazienti con apnee notturne vanno sempre seguiti dal loro cardiologo di fiducia per la prevenzione e/o la cura dei sintomi e le comorbidita cardiovascolari.

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