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sabato 25 gennaio 2020

IPERTENSIONE ARTERIOSA IN GRAVIDANZA. LA PREVENZIONE EVITA BRUTTE SOSPRESE.



L’ipertensione arteriosa in gravidanza rappresenta un rilevante problema di salute pubblica per donne e neonati, sia per la frequenza (interessa circa il 10% delle donne gravide) sia per la gravità, in quanto – se non correttamente diagnosticata e trattata – può determinare gravi conseguenze per la donna (es. ictus, mortalità materna e aumento del rischio cardiovascolare) e per il neonato (es. basso peso alla nascita, necessità di cure intensive neonatali).
«Di questa patologia si parla relativamente poco spesso affrontando solo la punta dell’iceberg, ovvero la preeclampsia, già nota come gestosi, che complica circa il 5% delle gravidanze». Per massimizzare l’efficacia delle strategie preventive, invece, bisogna prendere in considerazione sia l’ipertensione cronica (diagnosticata prima della gravidanza o entro la 20a settimana di gestazione), sia quella gravidanza-correlata che include ipertensione gestazionale e preeclampsia, condizione a volte fatale. 
Infatti, il Primo Rapporto sulla sorveglianza della mortalità materna documenta che i disordini ipertensivi della gravidanza sono al secondo posto tra le cause dirette di morte materna nel periodo 2006-2012 e al terzo posto nel periodo 2013-2017.



«Caratteristiche e storia naturale dell’ipertensione in gravidanza dimostrano che questa condizione, spesso sottovalutata e la cui gestione va oltre il periodo della gravidanza, viene trattata esclusivamente dal team ginecologico. Al contrario, le cure primarie devono giocare un ruolo chiave nella prevenzione, nel trattamento di prima linea e nel monitoraggio in gravidanza e dopo il parto». I medici di famiglia devono saper gestire adeguatamente questa condizione, ove opportuno indirizzare la donna verso l’assistenza specialistica e monitorarla nel post partum, perché i disturbi ipertensivi in gravidanza aumentano sia il rischio di ipertensione in gravidanze successive, sia quello di patologie cardiovascolari a lungo termine.
«Le linee guida NICE (ora anche in Italiano) enfatizzano la necessità di un’adeguata e completa informazione alla donna, con la quale vanno condivise sia le opzioni terapeutiche dell’ipertensione in gravidanza e nel post partum (anche per non compromettere l’allattamento al seno), sia le adeguate strategie di prevenzione per ridurre il rischio di morbilità cardiovascolare a lungo termine».

lunedì 28 ottobre 2019

ATTIVITA FISICA E PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE




Mentre leggete queste righe, probabilmente sarete tranquillamente seduti in una comoda poltrona o a un tavolo. Nel nome del cielo cos'è che ora può spingervi a muovervi di più? Come potreste liberarvi della momentanea sensazione di benessere e mettervi in piedi? Difficile. Ciononostante, ci proviamo e siamo fiduciosi che ci riusciremo.
Prima di mettersi al lavoro vorrei darVi una buona notizia: l'esercizio fisico è una medicina e, a dire il vero, una medicina molto efficace. Oggi si presume che nove fattori di rischio controllabili su dieci siano responsabili del 90% delle malattie cardiovascolari, e ciò comprende la mancanza di esercizio fisico. L'attività fisica regolare previene molte malattie cardiovascolari, insieme al mantenere una dieta equilibrata, smettere di fumare, evitare il sovrappeso e lo stress. Anche altre malattie possono ostacolare un esercizio fisico sufficiente, tra cui: ictus, diabete, cancro e demenza.
L'esercizio fisico migliora anche parametri quali pressione arteriosa e livelli dei lipidi e il livello dello zucchero nel sangue. Infine, l'esercizio fisico fa bene alla nostra mente e aiuta a ridurre stress, lieve depressione e ansia. In breve: il nostro corpo ha bisogno di esercizio fisico, usiamo quindi questo potenziale.
Come per tutto il resto, anche per il movimento vale la regola: una volta compiuto il primo passo, tutto ciò che segue comporta metà dello sforzo. Datevi una mossa, d'ora in poi muovetevi regolarmente! E noterete che sarà sempre più facile. Naturalmente, ognuno di noi ogni tanto ha un fallimento degli obiettivi, è normale. Ma la fiducia in sé stessi e nel proprio corpo aumenta da una volta all'altra. Nei momenti difficili, potete guardare indietro con coraggio e dire a voi stessi: ce l'ho fatta prima, quindi potrò farcela ancora.
Ovviamente non si consiglia diventare il primo nello sport : Lo sport non fa per me, dirà ora qualcuno. Benissimo, ma cominciate a muovervi sempre più spesso. Integrate il movimento nella vostra vita quotidiana, perché ogni passo in più conta! Fate a piedi o in bicicletta una parte del percorso per recarvi al lavoro. Scendete una fermata prima e camminate per il resto della strada. Salite le scale invece di usare scale mobili o ascensori. Shopping, appuntamento con il medico, banche, visite in famiglia: quasi tutto può essere trasformato in una passeggiata salutare.
Cominciare sempre con un programma  se volete essere efficaci: Meglio ancora è fare attività fisica supplementare una o più volte alla settimana tanto da cominciare a sudare.
A proposito, non è mai troppo tardi per iniziare l'attività fisica, nemmeno in età avanzata. Se non praticate sport da molto tempo o soffrite di malattie cardiovascolari o altri disturbi, parlatene prima con il vostro medico. Se ora vi immaginate con impazienza un futuro sportivo, il modo migliore per farlo è con un programma concreto, verificabile e realistico. Per esempio: ogni mercoledì dopo il lavoro farò 30 minuti di camminata.
Adeguare l'attività fisica alla forma fisica Gli sport di resistenza con esercizio fisico regolare sono particolarmente adatti per chi soffre di malattie cardiovascolari. Questi comprendono: jogging, passeggiate, nuoto, escursioni, ballo, andare in bicicletta. Scegliete qualcosa che vi piace fare. Se però all'inizio si pretende troppo, presto non si avrà più alcun piacere. Adattate l’allenamento al vostro livello di forma fisica e aumentatelo lentamente: prima una volta, poi due volte alla settimana, prima un tratto breve, poi uno più lungo, eccetera. Durante l’attività riuscite ancora a chiacchierare con qualcuno? Allora siete sulla buona strada!
Se vi manca la motivazione , Trovatela! Non c’è tempo, adesso non ho voglia, sono troppo stanco: chi non conosce i tipici argomenti che non lasciano spazio a repliche? Come li si riconosce? Con ancora più motivazione: praticando sport ascoltate un programma musicale che vi piace o podcast interessanti. Seguite il programma di fitness insieme a un'amica, un amico o in gruppo. Usate alcuni strumenti utili: un contapassi, ad esempio, incoraggia ad aumentare le prestazioni. I praticanti avanzati si esercitano con un fitness tracker, un braccialetto che misura e registra l’attività o una app per smartphone. Iscrivetevi a un concorso: fa miracoli!
Interrompette i lunghi periodi da seduti : Alcuni siedono fino a 15 ore al giorno: in ufficio, a scuola, in macchina o in treno, al tavolo della cucina, davanti alla TV e poi di nuovo davanti al computer. Sedere a lungo e ininterrottamente, come dimostrano i nuovi studi, rappresenta un pericolo per la salute, anche se in altre occasioni si è fisicamente attivi. Quindi: alzatevi ogni tanto! Interrompete lunghi periodi da seduti alzandovi per leggere le e-mail o fare una telefonata, fare una riunione in piedi o camminando, prendersi una pausa mentre si guarda la TV o davanti al computer e bere qualcosa in piedi, ecc. Alzarsi attiva il metabolismo, mette in moto grandi gruppi muscolari, consuma più energia e aumenta la circolazione sanguigna degli organi.
ricordateVi di dedicare tempo alla vostra salute : quante volte perdiamo tempo durante le ore di svago? Con giochi per telefoni cellulari, Facebook, televisione, cruciverba, internet ecc. Per mantenersi in buona salute bastano solo 2 ore e mezzo di esercizio fisico alla settimana, come camminare, andare in bicicletta o fare giardinaggio. Si tratta di appena mezz’ora al giorno, oppure un’ora intera alla settimana con un'attività che faccia sudare, come jogging, passeggiate, nuoto o sci di fondo. Se ora sentite il bisogno di interrompere immediatamente la lettura, di allacciare le scarpe e uscire a fare una passeggiata all’aperto, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo.

mercoledì 12 giugno 2019

Fibrillazione atriale e decadimento cognitivo. Una associazione pericolosa specialmente nei soggetti di mezza età.

QUANDO LA FIBRILLAZIONE ATRIALE OLTRE L' ICTUS POTREBBE INDURRE A DECADIMENTO COGNITIVO.
Da uno studio olandese recentemente pubblicato sulla rivista americana Neurology emergono dati preoccupanti riguardo la fibrillazione atriale e il decadimento cognitivo che si riscontra nei soggetti anziani. Da questo studio viene documentato che nel gruppo dei soggetti di mezza età, è emersa una relazione tra tempo di esposizione alla fibrillazione atriale e rischio di demenza, in quanto una diagnosi di fibrillazione atriale protratta per più di 12 anni triplicava il rischio di sviluppare demenza. Questo studio, la cui forza risiede nel numero di partecipanti (6514 pazienti) e nel lungo periodo di follow-up (12 anni), sottolinea come la prevenzione dei fattori di rischio, quali la fibrillazione atriale, necessita di essere avviata decadi prima dello sviluppo dei sintomi cognitivi, specialmente nelle persone di mezza età. Allo stesso risultato sono arrivati anche in un altro studio il quale ha analizzato simultaneamente molti più studi in merito.
QUINDI E MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE come dice il detto popolare !

Ecco perchè è importante prevenire la fibrillazione atriale e quindi riconoscerla il più presto possibile.




martedì 14 maggio 2019

PERCHE LA PREVENZIONE DELL` ICTUS EVITA LA DISABILITA CHE SEGUE


PER LA PREVENZIONE DELL' ICTUS la vera sfida è individuare e trattare precocemente chi soffre di fibrillazione atriale. Una sfida in quanto un terzo dei casi è in forma silente, ovvero non viene percepita dall'individuo. In questo caso il ruolo del medico è fondamentale: nel corso di una visita di routine è possibile fare diagnosi attraverso la valutazione della regolarità del polso, soprattutto nelle persone a maggior rischio.
Non solo, un momento fondamentale per l’identificazione della fibrillazione atriale asintomatica è costituito dalla misurazione della pressione arteriosa. «Intercettare e curare chi ha una fibrillazione atriale" 

 

lunedì 29 aprile 2019

ATTENZIONE ! L' USO DELLA SIGARETTA ELETTRONICA AUMENTA L' ICTUS



Ebbene oggi finendo il mio turno ho ricevuto questo aggiornamento dall' ultimo convegno contro l' ictus dagli Stati Uniti.
Da uno studio su larga scala (66.800 partecipanti) è emerso che il fumo della sigaretta elettronica si associa con un incremento degli ictus in primis ma anche con l' infarto miocardico, l' angina e la malattia coronarica in generale. Come potete capire la sostituzione del fumo con la sigaretta elettronica non protegge i soggetti che la usano anzi ha praticamente gli stessi effetti deleteri del fumo. Lo studio è stato presentato all' International Stroke Conference (ISC) 2019.
I ricercatori hanno notato che il 3.2% degli adulti e l' 11.3% degli studenti delle superiori negli Stati Uniti nel 2016 hanno usato le sigarette elettroniche. I ricercatori inoltre aggiungono che "Il loro uso tra le persone giovani è aumentato del 900% tra il 2011 e il 2015". I risultati dello studio hanno mostrato che nei soggetti che usano la sigaretta elettronica, un aumento del 71% del rischio di sviluppare un ICTUS, del 59% per lo sviluppo di infarto miocardico e del 40% per lo sviluppo di angina o di malattia coronarica rispetto a quelli che non la usano. Inoltre si è visto che i soggetti che la usano hanno radoppiato la frequenza dell' uso della sigaretta regolare.
Users also had twice the rate of smoking regular cigarettes.
La Società Americana di Cardiologia (AHA) ha già inserito una nota particolare sull' uso con cautela (ed in particolari circostanze) delle sigarette elettroniche chiedendo anche allo stato di intraprendere azioni particolari (regolatorie) sulla vendita di questi dispositivi ai soggetti giovani. In questa direzione si muove anche FDA volendo proibire la vendita di tali prodotti.
Per ulteriore approfondimento potete consultare il link.
 
 

venerdì 19 aprile 2019

NUOVI DATI SULL' IMPOPTANZA DI PREVENIRE LE APNEE NOTTURNE

Dai dati forniti dall' esame dei dispositivi impiantabili emergono informazioni importanti riguardo l' impatto negativo della presenza delle apnee notturne sull' apparato cardiovascolare. In sintesi vi presento alcune descritte sulle linee guida europee adottate peraltro anche dalla Società Italiana dell' Aritmologia e dell' ANMCO.

- L’apnea notturna è legata a molteplici conseguenze cardiovascolari:

- La Fibrillazione Atriale - L’Apnea Notturna è un predittore indipendente di nuovi episodi di FA e potrebbe essere un fattore scatenante lo sviluppo di FA, aumenta la probabilità di FA recidive dopo cardioversione (da 42% a 82%) che diminuiscono dopo terapia;
- La Morte Improvvisa - L’Apnea Notturna aumenta di 2-3 volte il rischio di TV/FV e di terapie appropriate dell’ICD e aumenta il rischio di morte cardiaca improvvisa notturna rispetto alle ore diurne (RR: 2.57);
- La Mortalità per Scompenso Cardiaco - La Mortalità per HF raddoppia e triplica il rischio di eventi fatali. Inoltre la sopravvivenza nei pazienti HF con Apnea Notturna Severa non trattata peggiora rispetto ai pazienti con nessuna o Lieve Apnea Notturna (76% Vs 88%);
- La Comorbidità nello Scompenso Cardiaco – L’OSA favorisce una progressione dello Scompenso ed una refrattarietà alla terapia. L’OSA, inoltre, raddoppia la morbilità per Scompenso.
Si parla di apnea notturna lieve per 5-15 eventi/ora, moderata per 15/30 eventi/ora e severa per >30 eventi/ora. Un evento di apnea è generalmente assunto come assenza di atto respiratorio per almeno 10s.
L’apnea notturna può essere diagnosticata tramite un poligrafo (numero eventi/ora) o tramite un polisonnigrafo (numero eventi/ora, tipologia delle apnee). Solo da pochi anni alcuni dispositivi impiantabili sono in grado di rilevare la patologia fornendo informazioni al clinico per un’adeguata terapia al paziente affetto da tale problematica; il monitoraggio remoto consente di avere queste informazioni in tempi estremamente rapidi!
Quindi vorrei sollecirarvi: NON MANCARE DI FARE UN CONTROLLO DAL VOSTRO CARDIOLOGO DEL VOSTRO DISPOSITIVO. Attualmente esistono anche dispositivi per il controllo non-invasivo delle apnee.

Bibliografia
- Wilkoff BL et al. HRA/EHRA expert consensus on the monitoring of Cardiovascular Implantable Electronic DeviceS (CIEDs). EUROPACE 2008;10:707-725.

- Ricci RP et al. Consensus Document sul monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili. 2012.

- Slotwiner D, Ricci RP et al. HRS Expert Consensus Statement on remote interrogation and monitoring for cardiovascular implantable electronic devices. Heart Rhythm 2015;12-7, e71-e93.



domenica 14 aprile 2019

QUANDO IL TROPPO SPORT PUO FARE MALE ...!

Oggi volevo condividere con voi questo pensiero "che lo sport fa bene all' organismo" ! e rientra nella logica moderna del "Mens sana in corpore sano" dei latini anche se all' epoca il significato come era espresso era un 'po diverso... “Orandum est ut sit mens sana in corpore sano” (Satire, X, 356) che significa “Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano”.
In ogni caso, sin ad oggi, nessuno ha spiegato quanto sport fa bene per un organismo e quantificarlo precisamente in modo da avere indicazioni esatte. 
In un recente studio americano condotto su 3200 persone di razza bianca dall età di 18-30 anni seguiti per altri 25 anni fornisce alcuni risultati molto interessanti.  Gli studiosi hanno voluto verificare quanta attività fisica sia effettivamente benefica per la salute e qual è invece il limite dopo il quale lo sport può diventare addirittura pericoloso.
Quello che è emerso da questo studio (CARDIA study) è che gli uomini che praticano sport per più di 7 ore e mezza a settimana, dopo 25 anni (raggiunti dunque i 50 anni circa) vedono aumentare dell'86% il rischio di calcificazione delle arterie coronarie. Questa condizione è associata poi a futuri problemi di salute seri tra cui la comparsa di infarto e ictus.
Ad essere più a rischio sono le persone di sesso maschile ed etnia bianca mentre l’aumento di depositi di calcio nelle arterie coronarie era maggiore del 27% nel caso delle donne e nei partecipanti allo studio di altre etnie che praticavano troppo sport.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica americana Mayo Clinic Proceedings che un certo peso specifico riguardo le pubblicazioni mediche.

In ogni caso non è la prima volta che una ricerca prende in esame il troppo sport come abitudine insana. Già gli studiosi danesi del Frederiksberg Hospital di Copenhagen dopo una serie di esperimenti avevano constatato che a farci bene sono piccole quantità di esercizio fisico moderato.

 Quindi prima di esagerare con l' attività fisica forse meglio fare una riflessione...quanta attività fisica fa per ciascuno di voi?

Buon proseguimento di giornata

Dr. A. Antonopoulos, Cardiologo

martedì 12 marzo 2019

COME ABBASSARE LA PRESSIONE ALTA IN MODO NATURALE

  • LO SAPEVATE CHE IL PISOLINO POMERIDIANO (LA SIESTA) POTREBBE AVERE EFFETTI BENEFICI SULLA PRESSIONE ARTERIOSA?
 Ebbene si è proprio cosi. Il #pisolino pomeridiano abbassa i valori pressori di almeno 5 punti con effetti benefici sia per la pressione di per sè che per altri eventi avversi cardiovascolari. Lo ha scoperto uno gruppo di medici greci dell'Asklepieion General Hospital di Voula (Grecia) in uno studio presentato all'American College of Cardiology a New Orleans. I ricercatori hanno monitorato 212 persone con una pressione arteriosa sistolica media di 130 mm/HG, un livello considerato poco sano. Quindi, hanno riscontrato che tra i pazienti che fanno un sonnellino durante il giorno beneficiano di una riduzione di 5 mm/HG della loro pressione sanguigna. Il #sonno di mezzogiorno sembra abbassare i livelli di #pressione sanguigna con la stessa intensità di altri cambiamenti dello stile di vita", sottolineano i ricercatori. "Ad esempio, la riduzione di sale e alcol può abbassare i livelli di pressione sanguigna di 3-5 mm/Hg", aggiungono. La somministrazione di farmaci a bassa dose di solito abbassa i livelli di pressione sanguigna di 5-7 mm/Hg. "Questi risultati sono importanti perché un calo della pressione sanguigna di soli 2 mm / Hg può ridurre il rischio di eventi #cardiovascolari come l' #infarto fino al 10 per cento", "Sulla base dei nostri risultati gli autori aggiungono, che se qualcuno ha il lusso di fare un pisolino durante il giorno, potrebbe anche avere benefici per la pressione alta".

mercoledì 20 febbraio 2019

ATTENZIONE AGLI ENERGY DRINKS: FANNO MALE AL CUORE

Gli energy drink fanno male al cuore
Ricercatori tedeschi lanciano l'allarme sulle bevande energetiche. Gli Energy drink al cuore non piacciono proprio. Parliamo degli energy drink o bevande energetiche, bibite che possono indurre un'alterazione delle normali funzioni cardiache, secondo uno studio tedesco dell'Università di Bonn.
I ricercatori hanno osservato grazie a una risonanza magnetica cardiaca cosa accadeva nell'organismo umano
un'ora dopo l'assunzione della bevanda, che contiene alte concentrazioni di caffeina e taurina. Lo studio, presentato durante il convegno annuale della Radiological Society of North America, ha dimostrato che gli energy drink aumentano in maniera esponenziale il tasso di contrazione del cuore. “Fino a ora non conoscevamo esattamente l’effetto che queste bevande energetiche hanno sulla funzione del cuore. Vi sono molte preoccupazioni circa i potenziali effetti collaterali negativi di questi prodotti sulla funzione cardiaca, soprattutto in adolescenti e giovani adulti, ma vi è poca o nessuna regolamentazione sulle vendite di bevande energetiche”, ha spiegato il dott. Jonas Dörner, direttore della sezione di imaging cardiovascolare presso l’Università di Bonn e coautore dello studio.
I dati provenienti dai pronti soccorsi sembrano peraltro confermare le preoccupazioni degli esperti, dato che
la percentuale di ricoveri a causa dell'abuso di queste bevande è raddoppiata negli ultimi anni. “Di solito, le bevande energetiche contengono taurina e caffeina come loro principali ingredienti”, ha sottolineato il dottor Dörner. La quantità di caffeina è fino a tre volte superiore rispetto ad altre bevande contenenti caffeina come il caffè o la Coca cola. Ci sono molti effetti collaterali noti per essere associati a un elevato apporto di caffeina, tra cui tachicardia, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa e, nei casi più gravi, convulsioni o morte improvvisa”.
E vero comunque che abusando di queste bevande con un'alta percentuale di stimolanti purtroppo c'è una maggiore attivazione del sistema simpatico di cui il nostro cuore è particolarmente innervato. Questo porta a una maggiore frequenza cardiaca, a un aumento della pressione arteriosa, a una più facile eccitabilità del soggetto. Se a questo aggiungiamo che questi energy drink spesso vengono consumati con superalcolici, e qualche volta in associazione con sostanze dopanti, purtroppo il cocktail è micidiale. Questo forse è uno dei motivi per cui abbiamo registrato un'alta incidenza di fibrillazione atriale in giovani maschi di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Questo ha sottolineato Michele Massimo Gulizia, presidente della 'Fondazione per il tuo cuore' e governatore dell'Italy Chapter dell'American College of Cardiology, a margine della presentazione, al ministero della Salute, del tour 2018 della "Banca del cuore”.

perchè MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE ! 

giovedì 27 dicembre 2018

COME DIAGNOSTICARE LA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE

IL MINISTERO DELLA SALUTE ha divulgato un questionario  da compilare per capire se un soggetto è sofferente dalla sindrome delle apnee. Potete leggere qui anche l' intero testo del ministero.  
Però per poter valutare la gravità della sindrome, il paziente deve rivolgersi dal medico per poter meglio inquadrare la condizione patologica. Per fa ciò deve essere valutato con un apparecchietto, che si chiama ossimetro dinamico, che può portare a casa e utilizzarlo nell' orario prederminato dal medico il quale va restituito al medico o il laboratorio per essere analizzato attraverso un software ed avere la diagnosi esatta della condizione patologica in atto. 
Questa immagine potrebbe essere un informazione importante per il medico in ambulatorio per mettere la diagnosi. 


La pulsossimentria o ossimetria dinamica è una strumento importante per la diagnosi cose che consiglia chiamente la delibera ministeriale. nell' immagine sottostante potete vedere il percorso per la corretta diagnosi della sindrome delle apnee notturne.
Nel grafico sottostante potete vedere l' incidenza degli episodi di fibrillazione atriale in base alla superficie corporea e l' indice apnea/ipopnea. Piu alto rimane questo indice maggiore l' incidenza della comparsa di fibrillazione atriale.

SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE E FIBRILLAZIONE ATRIALE

LO SAPEVATE CHE LA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE E ASSOCIATA AD ARITMIE E MOLTE VOLTE POSSONO SVILUPPARE UN ICTUS? EBBENE SI E PROPRIO COSI. Come molti di voi sapete uno dei più comuni disturbi del sonno è la sindrome delle apnee notturne. Questa condizione si caratterizza per le frequenti interruzioni del sonno dovute all’ostruzione delle alte vie aeree: questa sisuazione determina riduzione della quantità di ossigeno nel sangue, aumento dell’anidride carbonica che non viene eliminata come dovrebbe, continui cambiamenti delle pressioni del torace,  il soggetto colpito respira male e va in apnea e può capitare che si svegli senza rendersene conto. Il sonno non è ristoratore e pregiudica la qualità di vita della persona. Queste condizioni, presenti nella maggior parte dei casi per anni, determinerebbero da una parte la dilatazione dell’atrio sinistro, dall’altra un’alterata attivazione del sistema nervoso favorendo l’insorgenza di fibrillazione atriale (leggi anche questo). 

Definizioni degli eventi durante OSAS
Inoltre ricordiamo che per lo più i pazienti OSAS sono pazienti obesi e diabetici e l’obesità a sua volta è associata allo sviluppo di aritmie». Da studi clinici inoltre è stato dimostrato che la presenza di OSAS aumenta di 2-4 volte il rischio di sviluppare FA e che i pazienti con FA presentano una elevata prevalenza di OSAS, compresa fra il 10% ed il 60%). Sebbene OSAS e FA condividano numerosi fattori di rischio, in particolari età avanzata, ipertensione, obesità, diabete mellito e cardiopatie strutturali, esiste anche una correlazione fisiopatologica sia elettrofisiologica che strutturale, fra le due patologie. Ricordo inoltre che la comparsa di fibrillazione atriale predispone ad ICTUS cerebrale che va assolutamente evitato. 

Le Alterazioni del riempimento diastolico del ventricolo sinistro rispetto ai soggetti normali.

Allo stesso tempo la sindrome delle apnee notturne causa alterazioni emodinamiche all’ interno del cuore. Queste contribuiscono alla disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, all’incremento della pressione di riempimento dell’atrio sinistro e della sua dilatazione tutti fattori che promuovono l’insorgenza di aritmia. Proprio il Ministero della Salute ha recentemente elaborato un documento sulla gestione della Sindrome delle apnee ostruttive del sonno e da poco approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. 

Diagnosticare la sindrome il prima possibile è dunque fondamentale. Il come ve lo spiegherò in un altro articolo a breve.

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Progetto: Prevenzione dell` ICTUS CEREBRALE in collaborazione col LIONS Club FVF

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