lunedì 13 giugno 2016

ANEURISMA ADDOMINALE. Cenni informativi.



Il termine Aneurisma dell' Aorta Addominale (AAA) indica una dilatazione dell' aorta addominale di dimensioni superiori ai 3 cm.  I principali fattori di rischio sono l' età superiore ai 65 anni, il sesso maschile, la storia riguardante il fumo, la familiarità , le coronaropatie, l' ipertensione, le vasculopatie periferiche e precedenti infarti miocardici. molto frequentemente la diagnosi è incidentale o per la presenza di una massa pulsante addominale ((osservazione clinica medica)  oppure dopo un esame ecografico dell' addome.  In USA le ultime linee guida aggiornate per lo screening dell AAA del 2014 consigliano un esame ecografico nei pazienti tra 65 a 75 anni con storia di fumo perchè questo approccio migliora i tassi di mortalità. Per il sesso femminile nella stessa fascia d' età con una storia di fumo le indicazioni non sono conclusive.

In base alle dimensioni dell' AAA i pazienti devono sottoporsi a controlli regolari oppure se il caso ad un intervento chirurgico. Per diametri superiori a 5.5cm l' indicazione primaria è il trattamento chirurgico a ciel aperto oppure mediante l' esclusione dell' AAA da un endoprotesi endovascolare. La modificazione dei fattori di rischio è utile. Il trattamento conservativo offre veramente poco. La rottura di AAA rappresenta un emergenza. Questa se avviene, si presenza di solito con dolore lancinante a livello addominale e/o il rachide, ipotensione. La rottura è associata ad alti tassi di martalità prima del ricovero del paziente in ospedale. In caso di rottura è indicato l' intervento chirurgico di urgenza , che risulta tuttavia associato a tassi di mortalità operatoria elevati.




Alcuni tipi di aneurismi addominali


Esclusione per via percutanea di un aneurisma addominale mediante posizionamento di uno stent endovascolare (endoprotesi a maglie biocompatibili di sostegno)




giovedì 2 giugno 2016

La cardiologia italiana pulsa a Rimini...

Da oggi i cardiologi italiani si riuniscono a Rimini per condividere i nuovi progressi avvenuti l` ultimo anno nella cardiologia mondiale. Ci sono moltissime aspettative per un congresso nazionale pieno di soddisfazioni e moltissime novità scientifiche. Temi scottanti le novità nelle sindromi coronariche acute, il trattamento interventistico delle patologie valvolari per via percutanea, le nuove linee guida per il trattamento delle varie patologie cardiache, le cardiopatie strutturali, il grande capitolo della morte improvvisa e come prevenirlo e molte altre.


un caro saluto a tutti voi 

lunedì 30 maggio 2016

AUTOMISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA


Tenere sotto controllo la tua pressione arteriosa  vuol dire dire tenere sotto controllo il piu importantye fattore di rischio cardiovascolare, attualmente responsabile della piu elevata quota di mortalita, morbilita e disabilita nel mondo, l` ipertensione arteriosa.

Perche misurare  la pressione arteriosa a domicilio?

perche prima di tutto coinvolge il paziente nella gestione della propria condizione ipertensiva attraverso i suoi occhi e nello stesso tempo consente al medico avere un maggior numero di valori pressori che ovviamente hanno un indiscuttibile valore ai fini della diagnosi e della terapia da impostare. 
In secondo luogo la pressione misurata dal paziente rileva valori pressori dal vivere quotidiano e non dall` ambiente " estraneo " dello studio medico.


controindicazioni...
Non ci sono controindicazioni assolute all` automisurazione della pressione arteriosa. Consiglirei pero ai pazienti con aritmie (per es. la fibrillazione atriale) evitare l` automisurazione della PA perche puo risultare imprecisa. Inoltre ci sono alcune categorie di pazienti a cui l` automisurazione della PA potrebbe essere meno affidabile. Questi sono le donne in gravidanza , i bambini, i pazienti con problemi vascolari (come nella sindrome di Raynaud) oppure nei pazienti che soffrono di ictus o demenza.
Quante volte misurare la pressione in un giorno?
Si consiglia di musarare la PA due volte al mattino dopo il risveglio e prima di assumenre eventuale farmaci antiipertensivi e due volte alla sera prima di cena. Questo puo essere fatto almeno per sette giorni prima di una visita ,edicca programmata

Figura 1. Indicazioni per la misurazione della pressione arteriosa.


un` altra domanda che dobbiamo fare è : sono tutti gli apparecchi per l' automisurazione della pressione arteriosa uguali? 
La grande diffusione degli apparecchi elettronici è dovuta alla grande accuratezza con la quale rilevano la pressione arteriosa, alla facilità d' uso ed ai costi piuttosto contenuti. Sebbene tale metodica sia di facile esecuzione , nè il medico nè il paziente devono indulgere nella tentazione di usare apparecchi che, magari meno costosi, non siano validati da società scientifiche di riconosciuta eccelenza.

c`e differenza tra la misurazione della pressione arteriosa in un braccio o nell` altro ?

All` inizio e imporrtante che la pressione venga misurata ad entra,be le braccia per individuare eventuali differenze pressorie tra le due braccia. In genere c' sempre una piccola differenza di qualche millimetro  nel braccio dominante. Comunque la pressione va misurata nel braccio coi valori pressori piu elevati oppure nello stesso braccio sempre se non esistono differnze.









lunedì 18 maggio 2015

INTERFERENZE SU DISPOSITIVI CARDIACI



Poichè alcuni pazienti cardiopatici portano dei dispositivi come pacemakers o defibrillatori la Fondazione Svizzera di Cardiologia ha diffuso un fascicolo con le potenziali interferenze con tali dispositivi, da oggetti personali, elettrodomestici da cucina o per la casa, impianti d' ufficio o officina, macchine da giardino, supermercati, aeroporti, trattamenti dentistici o medici, accertamenti e terapie.  La presentazione di questo fascicolo è abbastanza semplice e comprensivo e penso che sarà molto utile per un' eventuale consultazione dagli interessati. Per prendere visione fare click al link che segue
http://www.swissheart.ch/uploads/media/Interferenzenliste_IT.pdf





mercoledì 6 maggio 2015

momenti di vita professionale che fanno meditare...


Ieri era un turno estenuante, infarti, cuori scompensati, cuori aritmici, insomma una notte senza fine....! Verso le prime ore del mattino arriva un mio paziente che non vedevo da mesi con un aritmia che come lui diceva "gli faceva balzare il cuore...". Dopo aver sistemato la situazione mi sono seduto dietro la scrivania per compilare delle facende burocratiche e l` ho guardato per pochi minuti senza dire nulla....
Poi lui mi ha chiesto: "Dottore le posso confidare una cosa?" Io mi sono alzato e volgendomi a lui gli ho risposto : "Mi dica" Allora lui volgendo la testa verso di me mi disse: Le confido dottore che quando vengo da lei provo la sensazione di tornare da mio padre. Leι mi ascolta, mi capisce e mi sento protetto.
Quando una persona si ammala, specie di una malattia sia acuta che cronica come sono le varie cardiopatie, riscopre molte paure e incertezze di quando era bambino. La scienza oggi propone terapie, importanti sicuramente, ma esse non sono mai una cura. La maggior parte delle volte si tende a curare la malattia. I farmaci sono uguali per tutti, ma ogni persona è diversa. La diversità dipende in gran parte dal proprio vissuto, dal diverso modo di vivere la propria malattia nel contesto delle proprie abitudini, affetti, autostima. 

Un medico che si vuole comportare da padre ascolta il proprio malato con partecipazione ed è capace di compassione. Applica le conoscenze della scienza, ma ne conosce i limiti ed agisce consapevolmente di conseguenza. Dare la disponibilità ad essere contattato facilmente e facilitare questa persona affinchè si confronti con altre che hanno medesimi problemi può contribuire a ridurre le incertezze e le paure. Confessare di non sapere, ma garantire di fare ogni cosa per capire meglio, è onesto e rassicurante.

Questo vuol dire essere medico, non per diploma, ma per vocazione e impegno a resistere ad un mondo impersonale e complicato che spesso fa vacillare ogni buona volontà.

Dopo questo evento, verso la fine del turno, sono rimasto a riflettere sulla mia vita professionale....

alcuni passi sono nel link sotto




martedì 5 maggio 2015

IL PESO CORPOREO E LA DIETA NELLO SCOMPENSO CARDIACO


...continuando il capitolo alimentazione nello scompenso cardiaco cercherò di fare il punto sull` importanza del mantenimento del peso corporeo corretto e sulla dieta da impostare in un paziente scompensato...

Il peso corporeo normalmente esprime l’equilibrio fra la quantità! di calorie introdotte con l’alimentazione e quelle consumate con l’attività! fisica. Qualora si sia in sovrappeso o addirittura obesi è necessaria una dieta mirata per avvicinarsi, quanto più possible, al peso forma. Il peso in eccesso infatti, nello scompenso cardiaco, aumenta il lavoro del cuore oltre a rendere il fabbisogno di “pillole” maggiore rendendo così più problematica una vita normale. Tuttavia l’aumento del peso, specialmente se rapido, può anche essere causato dall’accumulo di liquidi nei tessuti corporei quando l’efficienza del cuore viene meno e rappresenta pertanto un importantissimo segno che il cuore sta attraversando una fase di difficoltà e deve essere aiutato per evitare il rischio di uno scompenso acuto e la necessità di ricovero ospedaliero. A tal fine è fondamentale la misurazione giornaliera del peso corporeo ( possibilmente la mattina, sempre alla stessa ora, a digiuno ) e la sua annotazione sull’apposito diario che ogni paziente deve conservare . Un progressivo aumento del peso di circa mezzo kg al dì per diversi giorni consecutivi deve essere considerato un importante campanello d’allarme e deve essere tempestivamente segnalato al vostro curante. La dieta deve essere personalizzata in funzione della presenza o meno di altre patologie quali ad esempio il diabete, le dislipidemie o l’insufficienza epatica e renale e deve tendere , ove necessario, a riportare il peso verso quello ideale. Nella dieta dello scompensato deve tuttavia essere rivolta particolare attenzione all' uso eccessivo di sale ed optare alla sua drastica riduzione che tende a peggiorare il quadro di compenso, elevare la pressione arteriosa, e a contrastare molti farmaci quali ad esempio i diuretici. E’ quindi buona norma ridurre il sale sia durante la cottura che a tavola (non tenere il sale a tavola), sostituire il sale con spezie o utilizzare sostituti del sale a ridotto contenuto di sodio ( tipo novosal ). E’! necessario ridurre anche i cibi ricchi di sale: insaccati, salmone affumicato, formaggi stagionati, formaggini, patè di fegato, latte in polvere, alimenti in scatola, dado da cucina. Evitate di fare pasti abbondanti che rappresentano per il cuore uno sforzo eccessivo, frazionateli, tenetevi leggeri la sera e non coricatevi subito dopo la cena. Preferite bere acqua oligominerale riducendo il suo apporto (se non altrimenti specificato ) a non più di 1,5 litri die anche in funzione della stagione. L’uso di alcolici deve essere limitato, se non altrimenti controindicato ( come ad esempio nelle forme di scompenso da alcool o in corso di insufficienza epatica ) ad un bicchiere di vino ai pasti; l’uso di superalcolici deve essere assolutamente evitato.

lunedì 4 maggio 2015

LO SCOMPENSO CARDIACO



alcune informazioni...

Lo scompenso cardiaco si determina quando il cuore perde la capacità di pompare sangue in tutto il corpo in maniera adeguata alle richieste dell’organismo. A provocare l’insorgenza della patologia sono generalmente un evento cardiovascolare come l’infarto o patologie cardiache pregresse che modificano la struttura del cuore. Anche diabete mellito, ipertensione non controllata, malattie infettive, possono essere coinvolte. 



Affanno, mancanza di fiato, con crescente riduzione della tolleranza alla fatica, edema, ritenzione di liquidi sono i sintomi più frequenti. La malattia ha carattere progressivo: i pazienti vanno di solito incontro a episodi acuti la cui gravità e frequenza aumentano nel corso del tempo con progressivo peggioramento fino alla morte. 



Si stima che il tasso di mortalità sia del 30% a un anno dalla diagnosi, 50% a 5 anni. Per prevenire il peggioramento della malattia o l’evoluzione verso lo scompenso di altre condizioni è fondamentale controllare i fattori di rischio, come fumo, diabete, pressione, colesterolo e glicemia, e adottare un adeguato stile di vita basato su dieta sana e attività fisica regolare. 


Quando si verificano i sintomi di scompenso cardiaco, una persona su quattro lascia passare una settimana o più prima di consultare un medico, oppure non chiede affatto assistenza medica.

Rilevanti le conseguenze sul servizio sanitario. «A soffrire di scompenso cardiaco in Italia sono circa 600.000 persone e si stima che la sua prevalenza nella popolazione cresca in maniera esponenziale con l’età: meno dell’1% sino a 60 anni, il 2% tra i 60 e i 70 anni, il 5% tra i 70 e gli 80, attestandosi a oltre il 10% dopo gli 80 anni – afferma Luca Baldino, Direttore Generale della AUSL di Piacenza – l’ospedalizzazione di questa tipologia di pazienti assorbe circa il 70% dei costi globalmente sostenuti per la malattia. I ricoveri per scompenso sono aumentati di circa il 50% negli ultimi dieci anni e attualmente il DRG 121 è il secondo per numero di ricoveri e il primo per numero di giorni di degenza. La riospedalizzazione è di circa il 20% a trenta giorni e del 50% a sei mesi. In termini economici, in Italia i costi per i soli ricoveri ospedalieri in acuzie ammontano a quasi 550 milioni di euro l’anno, pari al 2% del valore complessivo dei ricoveri e allo 0,5% della spesa sanitaria complessiva».

A dispetto del suo impatto clinico, sociale ed economico, lo scompenso cardiaco è una patologia ancora largamente sottovalutata, con conseguenze rilevanti sui pazienti, sulla loro qualità di vita, sulle famiglie e sulla spesa sanitaria. 
Comunque la migliore ricetta è MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE...!

Per cui in caso di necessità rivolgersi sempre al cardiologo di fiducia oppure contattatemi.

Un caro saluto   






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