mercoledì 20 febbraio 2019

ATTENZIONE AGLI ENERGY DRINKS: FANNO MALE AL CUORE

Gli energy drink fanno male al cuore
Ricercatori tedeschi lanciano l'allarme sulle bevande energetiche. Gli Energy drink al cuore non piacciono proprio. Parliamo degli energy drink o bevande energetiche, bibite che possono indurre un'alterazione delle normali funzioni cardiache, secondo uno studio tedesco dell'Università di Bonn.
I ricercatori hanno osservato grazie a una risonanza magnetica cardiaca cosa accadeva nell'organismo umano
un'ora dopo l'assunzione della bevanda, che contiene alte concentrazioni di caffeina e taurina. Lo studio, presentato durante il convegno annuale della Radiological Society of North America, ha dimostrato che gli energy drink aumentano in maniera esponenziale il tasso di contrazione del cuore. “Fino a ora non conoscevamo esattamente l’effetto che queste bevande energetiche hanno sulla funzione del cuore. Vi sono molte preoccupazioni circa i potenziali effetti collaterali negativi di questi prodotti sulla funzione cardiaca, soprattutto in adolescenti e giovani adulti, ma vi è poca o nessuna regolamentazione sulle vendite di bevande energetiche”, ha spiegato il dott. Jonas Dörner, direttore della sezione di imaging cardiovascolare presso l’Università di Bonn e coautore dello studio.
I dati provenienti dai pronti soccorsi sembrano peraltro confermare le preoccupazioni degli esperti, dato che
la percentuale di ricoveri a causa dell'abuso di queste bevande è raddoppiata negli ultimi anni. “Di solito, le bevande energetiche contengono taurina e caffeina come loro principali ingredienti”, ha sottolineato il dottor Dörner. La quantità di caffeina è fino a tre volte superiore rispetto ad altre bevande contenenti caffeina come il caffè o la Coca cola. Ci sono molti effetti collaterali noti per essere associati a un elevato apporto di caffeina, tra cui tachicardia, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa e, nei casi più gravi, convulsioni o morte improvvisa”.
E vero comunque che abusando di queste bevande con un'alta percentuale di stimolanti purtroppo c'è una maggiore attivazione del sistema simpatico di cui il nostro cuore è particolarmente innervato. Questo porta a una maggiore frequenza cardiaca, a un aumento della pressione arteriosa, a una più facile eccitabilità del soggetto. Se a questo aggiungiamo che questi energy drink spesso vengono consumati con superalcolici, e qualche volta in associazione con sostanze dopanti, purtroppo il cocktail è micidiale. Questo forse è uno dei motivi per cui abbiamo registrato un'alta incidenza di fibrillazione atriale in giovani maschi di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Questo ha sottolineato Michele Massimo Gulizia, presidente della 'Fondazione per il tuo cuore' e governatore dell'Italy Chapter dell'American College of Cardiology, a margine della presentazione, al ministero della Salute, del tour 2018 della "Banca del cuore”.

perchè MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE ! 

giovedì 27 dicembre 2018

COME DIAGNOSTICARE LA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE

IL MINISTERO DELLA SALUTE ha divulgato un questionario  da compilare per capire se un soggetto è sofferente dalla sindrome delle apnee. Potete leggere qui anche l' intero testo del ministero.  
Però per poter valutare la gravità della sindrome, il paziente deve rivolgersi dal medico per poter meglio inquadrare la condizione patologica. Per fa ciò deve essere valutato con un apparecchietto, che si chiama ossimetro dinamico, che può portare a casa e utilizzarlo nell' orario prederminato dal medico il quale va restituito al medico o il laboratorio per essere analizzato attraverso un software ed avere la diagnosi esatta della condizione patologica in atto. 
Questa immagine potrebbe essere un informazione importante per il medico in ambulatorio per mettere la diagnosi. 


La pulsossimentria o ossimetria dinamica è una strumento importante per la diagnosi cose che consiglia chiamente la delibera ministeriale. nell' immagine sottostante potete vedere il percorso per la corretta diagnosi della sindrome delle apnee notturne.
Nel grafico sottostante potete vedere l' incidenza degli episodi di fibrillazione atriale in base alla superficie corporea e l' indice apnea/ipopnea. Piu alto rimane questo indice maggiore l' incidenza della comparsa di fibrillazione atriale.

SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE E FIBRILLAZIONE ATRIALE

LO SAPEVATE CHE LA SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE E ASSOCIATA AD ARITMIE E MOLTE VOLTE POSSONO SVILUPPARE UN ICTUS? EBBENE SI E PROPRIO COSI. Come molti di voi sapete uno dei più comuni disturbi del sonno è la sindrome delle apnee notturne. Questa condizione si caratterizza per le frequenti interruzioni del sonno dovute all’ostruzione delle alte vie aeree: questa sisuazione determina riduzione della quantità di ossigeno nel sangue, aumento dell’anidride carbonica che non viene eliminata come dovrebbe, continui cambiamenti delle pressioni del torace,  il soggetto colpito respira male e va in apnea e può capitare che si svegli senza rendersene conto. Il sonno non è ristoratore e pregiudica la qualità di vita della persona. Queste condizioni, presenti nella maggior parte dei casi per anni, determinerebbero da una parte la dilatazione dell’atrio sinistro, dall’altra un’alterata attivazione del sistema nervoso favorendo l’insorgenza di fibrillazione atriale (leggi anche questo). 

Definizioni degli eventi durante OSAS
Inoltre ricordiamo che per lo più i pazienti OSAS sono pazienti obesi e diabetici e l’obesità a sua volta è associata allo sviluppo di aritmie». Da studi clinici inoltre è stato dimostrato che la presenza di OSAS aumenta di 2-4 volte il rischio di sviluppare FA e che i pazienti con FA presentano una elevata prevalenza di OSAS, compresa fra il 10% ed il 60%). Sebbene OSAS e FA condividano numerosi fattori di rischio, in particolari età avanzata, ipertensione, obesità, diabete mellito e cardiopatie strutturali, esiste anche una correlazione fisiopatologica sia elettrofisiologica che strutturale, fra le due patologie. Ricordo inoltre che la comparsa di fibrillazione atriale predispone ad ICTUS cerebrale che va assolutamente evitato. 

Le Alterazioni del riempimento diastolico del ventricolo sinistro rispetto ai soggetti normali.

Allo stesso tempo la sindrome delle apnee notturne causa alterazioni emodinamiche all’ interno del cuore. Queste contribuiscono alla disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, all’incremento della pressione di riempimento dell’atrio sinistro e della sua dilatazione tutti fattori che promuovono l’insorgenza di aritmia. Proprio il Ministero della Salute ha recentemente elaborato un documento sulla gestione della Sindrome delle apnee ostruttive del sonno e da poco approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. 

Diagnosticare la sindrome il prima possibile è dunque fondamentale. Il come ve lo spiegherò in un altro articolo a breve.

venerdì 30 novembre 2018

Test dell` atropina nei pazienti con disfunzione del nodo senoatriale.


Questa presentazione contiene i dati più recenti riguardo l' uso del test all' #atropina per la discriminazione di pazienti con malattia aritmica atriale e sospetta disfunzione del #nodo senoatriale. A mio avviso ed anche dalla mia esperienza personale può essere utile per escludere i pazienti con risposta cronotropa normale (una specificità abbastanza alta) che peraltro non possono essere sottoposti a test da sforzo o altro per una valutazione appropriata. I candidati ideali sarebbero pazienti di età maggiore a 75 anni con sintomatologia fugace e non specifica ai quali non si può risalire ad un interpretazione univoca dei sintomi e prima di ricorrere all' impianto a un loop recorder. In ogni caso è un test semplice, bedside, non costoso e molto ben tollerato dai pazienti. Il resto viene ben descritto nella presentazione.




Sono veramente molto contento per il risultato internazionale raggiunto. Le visite e la lettura della presentazione ha raggiunto 1200 persone tutte specializzate e formate sul campo delle aritmie. Veramente un bel traguardo.

 

venerdì 23 novembre 2018

COS' E UN ECOCARDIOGRAMMA


martedì 20 novembre 2018

CARDIOPATIE E CANCRO MAMMARIO. UN BINOMIO DELETERIO PER LA SALUTE DELLA DONNA

LO SAPEVATE CHE LA PRESENZA DEL CARCINOMA MAMMARIO SI ASSOCIA A CARDIOPATIE NELLA DONNA?
Ebbene si è proprio cosi. ora vi racconto come stanno le cose:
Tra le neoplasie sviluppate dalla donna la più frequente riguarda il carcinoma mammario. E` vero che ci sono vari fattori che influenzano la comparsa di cardiopatie di vario tipo nelle pazienti sopravvissute dal K mammario. Questi possono essere dovuti sia agli effetti avversi della chemioterapia, alla predisposizione genetica (eventuali mutazioni geniche presenti)  ma anche ad altri fattori concomitanti alla neoplasia stessa.
Nella figura sottostante si descrivono alcune associazioni di vari fattori


Quelle pazienti che presentano fattori concomitanti sono più propense a sviluppare anche la malattia coronarica. Ma poichè dalla diagnosi della neoplasia mammaria fino allo sviluppo di fattori predisponenti per una patologia cardiovascolare c' è un intervallo di tempo di circa 5-7 anni ecco che allora si possono intraprendere strategie preventive e/o terapeutiche tali da interrompere il circuito patologico deleterio.
Esiste però un effetto sfavorevole anche della terapia oncologica sul cuore. Per cui gli schemi chemoterapici e la radioterapia potrebbero influenzare negativamente la funzione sistolica del cuore avendo come risultato la comparsa dello scompenso cardiaco (v. figura sottostante)

Atri fattori concomitanti tra cardiopatie e carcinoma mammario (v. figura sottostante.

 

Come potete capire il monitoraggio dei fattori di rischio cardiovascolare e dell' effetto delle terapie oncologiche costituiscono una strategia, molte volte vincente, nella prevenzione di questo circuito patologico sfavorevole, evitando peggioramento delle comorbidità e dell' esito finale della strategia terapeutica.
Per quelli che vorrebbero approfondire vi allego il link della pubblicazione

Allego inoltre anche i 10 punti per la prevenzione dello sviluppo di cardiopatie nella donna sopravvissuta dal carcinome mammario. per visualizzarli clicca qui.

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domenica 11 novembre 2018

Progetto: Prevenzione dell` ICTUS CEREBRALE in collaborazione col LIONS Club FVF

 

 

L` obiettivo la Prevenzione

La Fibrillazione Atriale è un importante fattore di rischio e comporta un aumento del rischio di ICTUS di 5 volte rispetto alla popolazione generale. Con l’invecchiamento della popolazione, il peso a livello globale dell’ICTUS correlato a Fibrillazione Atriale continuerà ad aumentare. La prevalenza di ICTUS nei pazienti di età superiore ai 70 anni affetti da Fibrillazione Atriale raddoppia ogni dieci anni.  Inoltre, gli ICTUS correlati a Fibrillazione Atriale sono associati ad esiti più gravi rispetto agli ICTUS non correlati a Fibrillazione Atriale. Il trattamento della Fibrillazione Atriale mira a ridurre i sintomi e il rischio di gravi complicanze ad essa associate, come l’ICTUS. 

La terapia di base per la riduzione del rischio di ICTUS correlato a Fibrillazione Atriale è la terapia anticoagulante orale (OAC). Inoltre, gli approcci non farmacologici, come la chiusura dell’auricola sinistra (LAA), offrono un’alternativa terapeutica, per esempio ai pazienti con Fibrillazione Atriale non valvolare che necessitano di un trattamento per la possibile formazione di trombi nella LAA e che sono controindicati alla terapia con anticoagulanti orali.

 Lo screening per la fibrillazione atriale non diagnosticata è probabilmente una delle principali strade da intraprendere per migliorare la prevenzione dell’ICTUS nella Fibrillazione Atriale e per migliorare sopravvivenza, la funzione sociale e la vita dei pazienti.

Le dieci regole per prevenire la Fibrillazione Atriale

  1. Evitare obesità e sovrappeso
  2. Evitare l’abuso di alcool
  3. Abolire il fumo di sigaretta
  4. Svolgere un’attività fisica e sportiva moderata, evitando gli eccessi
  5. Tenere sotto controllo la Pressione Arteriosa (consigliabile l’utilizzo di  misuratori validati per evidenziare possibile presenza di Fibrillazione Atriale) e curare l’Ipertensione
  6. Tenere sotto controllo la glicemia e curare il diabete
  7. Curare le apnee ostruttive nel sonno
  8. Dopo i 65 anni prestare attenzione al rilievo del polso in occasione di visite mediche
  9. Eseguire un elettrocardiogramma in caso di riscontro di polso irregolare
  10. Dopo i 50 anni, in caso di familiarità per Fibrillazione Atriale sottoporsi a visita cardiologica.

E noto che in un terzo dei pazienti affetti da Fibrillazione Atriale è asintomatica: trattandosi di una forma di aritmia particolarmente insidiosa, una diagnosi ritardata o uno screening poco efficace possono avere conseguenze nefaste. Nella direzione di prevenzione l` iniziativa del LIONS CLUB FAENZA VALLI FAENTINE che porta avanti  una campagna di riconoscimento precoce della fibrillazione atriale dal titolo. “Previeni l` Ictus, ascola il tuo cuore”, con lo scopo di prevenire l’ICTUS individuando una Fibrillazione Atriale silente. L’utilizzo di un dispositivo, sfruttando la tecnica dell` oscillometria permette la diagnosi di Fibrillazione Atriale in pazienti asintomatici che sono stati subito sottoposti ad una terapia con anticoagulante, eliminando il rischio di un evento ischemico cerebrale che sappiamo cosa comporta nella vita di una persona che ne rimane colpito e nella vita dei suoi familiari.

 

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